C'è una domanda famosa per quelli a cui non piace pensare e riflettere: "Chi è il primo, l'uovo o la gallina?" E' una domanda stupidissima, ma per loro è una domanda tanto originale e molti si vantano nel farla. Beata incoscienza! Poveri Cristi che scavano alla ricerca di una gratificazione che sgorga tra boccioli d'ignoranza affinchè mente loro masturbi: non per niente ognun si bea e si pascia del nutrimento che può e che sa darsi... (Seneca). Ma per quelli cui davvero piace pensare e riflettere la domanda ad hoc da porre loro è un'altra.
"Quale?" Caro Lupini, adesso sto giocando al tira e molla con la sua curiosità."Va bene Maestro ma allora ce lo dici? Pare strano lei non sappia rispondere".
"Non è esatto". In questo caso non VOGLIO risponderle". "Ma come...poco fa ha detto"... Ancora una volta è in errore caro Lupini, un conto è non voler rispondere e un conto è non saper rispondere. Le risponderei volentieri, se solo avessi la certezza che la sua domanda sia "legittima"...

Sto leggendo un libro edito da Mareschi (marosticha) sui Lavvu, tipo di accampamenti tipici della Fennoscandia. E' una lettura piacevolissima e scorrevolissima, tratta dei primi pastori nomadi antecedenti anche ai Pellerossa, un'etnia ormai scomparsa che non ha attecchito sul territorio della Fennoscandia per colpa di noi esseri civilizzati, un'etnìa che aveva avuto la stessa intuizione di Sitchin.
Sapere le cose è il mio mestiere, la conoscenza è prerogatica dei Duali. Come sapere che state trovate le piramidi in Bosnia. D'accordo, ma i crop circles (cerchi nel grano), chi li fa? Domanda da mille miliardi di euro. Troppo precisi per averli fatti gli ufo.
I maya avevano visto pianeti che noi neanche celi immaginiamo. Adesso non voglio contraddire Newton ma non è il tempo impiegato che ti fa avere risultati così strepitosi. La matematica è insufficiente per calcolare tali eventi astronomici, mentre l'occhio della mente umana può vedere pianeti.
Ad esempio Nibiru ogni 3600 anni entra nel sistema solare: ora metti che 3600 anni fa non esistono gli uomini, come te lo spiegi? Il tg2 ha parlato del ritrovamento nel 2002 poi più nulla, si sa solo che alcune nazioni stanno costruendo bunker per la gente d'elite ed è più grande di quella di Giza, sebbene le teorie di rinomati egittologi sono quasi tutte da scartare.
La storia è tutta da riscrivere, basta solo cambiare chi la scrive, perchè è quello che vogliono che noi studiamo anche se le cose sono evidenti così come stanno ma continuano a spiegarci teorie davvero indimostrabili. La scienza e la religione fanno a gara a sbagliare. Ad esempio l'ultima eclisse del 2003 l'hanno sbagliata di 30 secondi, mentre i maya che non conoscevano l'uso della ruota erano stati più precisi di Voyager nel parlare dei cerchi di grano.
Sia vero o no domani devo andare a lavorare....
Ho appena finito di leggere "Infranse radiosa aerei sogni" di Serpieri. Di lui mi era piaciuto anche "Freudiana chiusa eudace". Mi sembra fantastica questa cosa che dice Serpieri, sapere che non esiste la donna perfetta, eppur continuare a cercarla, come se infine ne esistesse una che raccoglie in sè tutte le virtù, oppure tutti i difetti (è la stessa cosa), ch'io vo cercando appunto in una donna.
Esistono donne spiritose ma purtroppo di esse ce ne sono pochissime e quelle poche gli uomini le temono, abituati come sono ad essere presi sempre sul serio.
Ne parlavano i poeti classici del duecento: oltre Dante, anche Cavalcanti, Lentini, Brunetto Latini, Cino da Pistoia. Nel trecento abbiamo Petrarca, Parini, Alfieri che descrivono benissimo questo sublime paradosso.
Vi sono uomini che ripetono ossessivamente lo stesso pensiero per giorni, sinchè non sovviene loro che ne hanno perduto completamente il significato. Allora passano ad altre parole. Non è così per il duale, che cerca la frequenza che gli permetta di sintonizzare la mente e il corpo con il mondo parallelo.
Tale intuizione venica già ben descritta dal Sommo Poeta "E dette man con palmo in fronte, per significare quant'ei vivea distratto" (Purgatorio) e da Sheakespeare, ma anche da fisici parallelmondisti come Harold Delos Babcock: "Ogni tanto bisognerebbe farli revisionare questi strumenti Geiger che registrano gli aumenti improvvisi di pulsioni... "

Ieri sera da Lunardi e insieme a Lupini abbiamo visto il film rumeno "4 mesi, 3 settimane e 2 giorni" che tratta degli ultimi anni del comunismo in Romania.
Invece Lastrucci non è venuto. Lastrucci che non guarda un film sono secoli, la sua attenzione non è attratta dalla gravitazione dei mondi paralleli e i satelliti a quelli attinenti. Secondo me chi non è attratto è chiaro che è in conflitto col suo "io". Ma di Lastrucci e della sua nefasta influenza doppiogiochista nel condominio non ne parlerò, perchè la gelosia alberga solo nell'animo degli stupidi.
Bellissimo poi l'ultimo film del discepolo zen di Kurosawa: "Il rumore dell'erba che cresce" . Sa far parlare le cose dell'interiorità.
Dei miei registi giapponesi che amo di più, forse ci si aspetta che uno dica Kurosawa, ma per me non è così, anche se mi piace molto, ma non è in cima alla lista dei miei preferiti. C'è invece Osamu Dezaki un regista validissimo perchè molto interiore, interiorizza ogni scena dei suoi film. Oltre a lui ne è capace Toshiya Fujita ed Enson Sakuraki. Gli orientali, anche nell'elaborazione dei loro film, hanno un'altra sensibilità, un'altra concezione e visuale della vita...
Siamo molto fortunati ad avere come coinquilino nel nostro condominio Lunardi, cinefilo di rango che conserva ben catalogati più di ottomila film su nastro. Spesso con Lupini il portinaio andiamo a trovarlo e Lunardi allieta le nostre serate proiettando un capolavoro nel suo studiolo appositamente adibito.
Ma i film che ci ha spalancato le porte sul mondo al nostro parallelo è stato un cartone animato divertentissimo: "Chi ha incastrato Roger Rabbit?" Lo sapeva lei Autorevole che il film si ispira a un personaggio reale? Non un coniglio, ma un uomo in carne ed ossa realmente esistito...

Il gelsomino giallo è simbolo di gentilezza, mentre il garofano testimonia il buon sentimento dell'amore, mentre il giacinto nel "linguaggio" dei fiori significa la costanza. La viola ed il lillà bianco: il significato di questi due fiori collimano.
Questi i pensieri che mi accompagnano a Torri del Benaco ove per grazia divina sono piacevolmente "frastornato" dal profumo degli agrumi che qui abbondano. Siamo sul Lago di Garda, lato Sirmione. Una località ove in cima alla torre dei Malaspina che li sovrasta, lasciai interamente deposto sui merli della stessa il mio cuore innamorato di fanciullo sedicenne....
Un piccolo gioiello che racchiude molti esempi di architettura preistorica (si arriva sino all'Età del Bronzo, e vi sono ancora tracce di insediamenti palafittici!): è mèta di un turismo selezionato, colto e consapevole delle bellezze paesaggistiche e architettoniche in esso racchiuse....
Chi è distante dall'Uto Mondo, invece, oltre che col pensiero anche con quella misteriosa particolarità che è l'attrazione dell'Uto (un'avvertita "sensazione" coeva alla curiosità) non ha d'altronde rimpianti, se non l'uggia di sospettare in sè il fastidio di un'incompletezza.....

"Prepare for death, turn to jesus for free pardon from sins while you live. After death, too late."
Certo che il richiamo ad ammonizioni divine nelle parole di Donnie McClurkin (prese a prestito da San Paolo) è chiaro. Io però, in coscienza, mi sento di scagliare la prima pietra con ambedue le mani, la destra e la sinistra.
Riporto le parole di McClurkin perchè sono arrabbiatissimo con Obama, che ha prolungato le sanzioni contro lo stato africano dello Zimbawe poichè secondo il parametro americano non si è comportato bene: infatti per la politica estera Usa rappresenta una minaccia il comportamento diciamo così "disinvolto" dello Zimbawe...
Obama si comporta come il papà di tutti "noi" africani: chi non si comporta bene va in castigo. Ma l'amicizia per essere tale, deve essere libera di tradire senza tradire mai.
Gli africani per augurare tutto il bene possibile a qualcuno esclamano: "Syabonga! Syabonga!" che vuol dire esattamente "ringrazio il Signore per la tua amicizia".
Dire a un giapponese di essere cinese è una grande offesa, però l'espressione giapponese "jih-pen-kuo" è l'antica storia tutta d'origine cinese (esportata successivamente anche in Giappone) sui pochi pesci che diventano tanti....

E per te
viscido sogno
sono morto
Eterno.
Non esisti
ed è tempo inutile
ciò che resta
addosso.
il primo, inedito Ungaretti. Dove l'infantile necessità di assurgere sveltamente ad occupare elevate "sembianze" estirpava dal suo animo ancora acerbe, immature visioni utoastiche.
Il poeta turco Nazim Hikmet ha detto: il mare più bello è quello che non navigammo.
"Ma se non l'ha navigato, come fa a sapere che è il più bello?" mi chiede incredulo Lupini il portinaio.
E' una poesia che piaceva molto a Hilter. Delle sue poesie ricordo bene una che parla della pioggia: Arrivederci Fratello Mare. E Prima che bruci Parigi...
"Maestro lo sa? Lei è una delle poche persone con cui è possibile intavolare dialoghi i cui argomenti esulino dalle solite chiacchiere di condominio!"
Ma i miei pensieri notturni stentano a divincolarsi dalla pania del sonno incombente. Alfin precipito nell'abismo onde Morfeo ghermisce con dolci artigli per ritemprar le stanche membra e rifiorir la mente a nuova vita...

Anche se non ho fatto studi di antropologia sostenuta, o almeno, non esattamente, mi è stato chiesto stamattina da Lupini cosa io ritengo sia lo specchio dell'anima, e se io, riguardo il parallelmondismo, non predichi male e razzoli peggio.
Parafrasando il titolo di un'opera di un grandissimo drammaturgo, i miei esami non finiscono mai, e ho sbagliato nel rispondere a questa frase, ma lo "sbaglio" è voluto. Lupini crede con questa domanda saggiare se io sia digiuno delle metafore di Tinto Brass, ma si dimentica che io sono un'appassionato di cinema, di tutto il cinema, mentre il prete che predicava bene e razzolava male si riferisce a Mèdaille, Jean-Pierre Mèdaille, un sacerdote contestatore gesuita.
Per uno strano caso della sorte, mi sono imbattuto in Mèdaille, e noi parallelmondisti lo stiamo studiando...
Eccoci di nuovo a scrivere qualcosa, tanto per ammazzare il tempo, e noi diciamo di ammazzare il tempo come se, purtroppo, non fosse il tempo ad ammazzare noi. Autorevole le confesserò una cosa: bevo per scrivere. E' una grande verità: non possono piacere a lungo gli scritti dei bevitori d'acqua.
E con lei che non tiene la stessa idea per più di due minuti mi sembra di navigar in mare periglioso. Beato lei, che ha la possibilità di cambiarle così spesso: cambia idea con la stessa facilità con cui Farida D'Egitto cambiava vestito. Lei sa che tutto questo suo andirivieni di opinioni mi ricorda il"movimento oscillatorio balzano" d'una famosa pièce di Moliere? Ma anche per mancare il bersaglio occorre prendere la mira...
Volevo parlare di Totò. E' stato un grande comico, ma mica perchè fosse comico. Tutt'altro. Vale per lui lo stesso giudizio che ha dato un critico riguardo a Troisi: ridere di tristezza per non immergere la punta dei nostri piedi nelle sabbie mobili della Malinconia (Gibbone).
Chi ama Totò è sicuramente privo di cinismo.
Totò non è stato solo un attore, ma soprattutto un sognatore, e dico tutto ciò "a prescindere" dai due mondi. Vede caro amico, bisogna credere ai miracoli, altrimenti potrebbe capitarcene uno e non ce ne accorgeremmo.
Ma se come dice Heine "il pensiero nasce in bocca", io non mi voglio sentire furbo e bello con tutta questa retorica, che a volere essere per forza furbi e belli si corre il rischio di cadere in un calderone di nequizie, e quindi qui mi fermo....

Caro Autorevole, ha letto stamani della sentenza emessa da un tribunale di Hong Kong su un'opera d'arte (il David di Michelangelo) rifiutata per la sua nudità, anzi per la sua "nudità vestita" (cito dalla sentenza). Ovvio che "mettersi a nudo" non è affatto uguale a "spogliarsi" che può essere a sua volta una "copertura". Il termine abito, non a caso, indica non solo "indumento", ma anche una disposizione interiore, una mentalità, un'abitudine. Non a caso si sente accusare spesso in TV, specialmente da quell'arrabbiatissimo tutore dell'arte, che questi o quello indossa un certo abito mentale.
Mi sovviene a tal proposito alla mente cosa disse una volta l'impareggiabile Benigni in uno sketch: "Io sono Ateo, grazie a Dio!". Forse sono d'accordo con il comico toscano, a patto però di sostituire i contrari nella frase e poi invertire l'ordine logico. Parco di parole o accorto, lo stupido è colui che parla e che toglie ogni dubbio sulla sua stupidità, ecco che le lascio una poesia di un ancora semisconosciuto ventenne di Vergaio con la sua logorrea e la sua fantasia: "Vent'anni, o che ti sembran pochi? Se al nostro augurio sembran pochini, che tu campi cent'anni e li raddoppi, e ti s'empian le tasche di quattrini".
Non ride Autorevole? Aveva ragione Demostene, l'ironia è sempre fuori luogo, se non è ben indirizzata.....

Lo sa Autorevole, a me è successo di pensare intensamente una cosa, e poi la notte successiva sognarla. Sogno consapevolmente, da sveglio, mediante viaggi pindarici, mettendo in moto la fantasia e usando una delle molteplici tecniche che servono per andare in Astrale. Sto cercando da qualche mese di prendere coscienza all'interno del sogno: assai difficile e se non si è affini nè avvezzi a sognare ad occhi aperti.
A proposito di immaginazione, rileggo spesso cosa ne dice in proposito Paul Sartre, la filosofia vera, quella che segna il percorso della vita, inizia con lui
La meditazione invece non è altro che una tecnica per raggiungere l'estasi, cioè lo stato dell'ebbrezza divina, come diceva Osho. Io credo nel potere dell'immaginazione e della volontà di plasmare il mondo, di liberare verità profonde dentro di noi e di trascendere la morte...

Caro Autorevole la storia del Canada è vera. Il dottor Alfiepa è andato fino lassù per trovare il sorriso.
Ciò che ha ispirato Leonardo, che si è rifatto al sorriso degli Inuk per il suo quadro "La Gioconda". E anche la storia dell'astronauta-astronoma Maccabei, per chi avesse seguito le mie ciancie, è vera: il dottor Alfiepa, insieme a Lupini il portinaio, si si sono incontrati con lei ad Ottawa.
Lupini è l'ideatore del trattato: "L'Utoastico e le sue implicazioni all'interno della corrente di pensiero Lilliputbocconiana". Ossia (traduco per coloro che muovono i primi passi in direzione del Parallelmondismo): "antecedenze culturali e sociali e correlazioni tra le varie portinerie".
Sbalorditivo? E' proprio il caso di dirlo.
E le dirò Autorevole, le conferme che abbiamo avuto dal viaggio dell'Alfiepa ce le aspettavamo tutte perchè erano già "dentro" di noi. Perchè noi siam Duali: son qui e son là, son giù e son sù, son di lato e poi di traverso.
Mi spiego meglio: ha mai visto lei il film "La strana coppia"? con Jack Lemmon e Walter Matthau?
Ecco:))....

Io metterei la scoperta del tè tra le sette meraviglie del mondo, togliendo giustappunto dalla classifica il Mausoleo di Alicarnasso che non vale una cicca. Il cerimoniale della preparazione del tè ha una valenza anticonformista ed assume il valore di argine: infatti con i suoi gesti ed i suoi riti impone una pausa meditativa per riflettere e guardarsi dentro, in netta antitesi con i valori e gli "svalori" della nostra epoca votata soprattutto all'esteriorità.
Quando mi preparo da me il tè mi è consentito di "spostare" lo sguardo su di me concedendomi il lusso di fermarmi a pensare, ma soprattutto il "senso" del tè sta nella degustazione della sua dolce essenza nella sua colorata e profumata varietà (adoro il tè vietnamita) nonchè come detto, nel poetico rituale il cui scopo è sottolineare la bellezza del quotidiano.
A Palazzo Valentini, ero ospite della stilista Minh Hanh e si parlava dei quattro "principi" del tè (armonia, rispetto, purezza e tranquillità) ed Alfredo Matacotta Cordella, quello della notte bianca di Parigi per capirci, disse: "Se il cielo è sereno la terra è illuminata".
Vede amico mio, se io cerco di comprendere il cielo con la sola ragione, allora questo (il cielo) perde di serenità: il mio cielo si oscura e la mia terra s'adombra. Sulla via del cuore si può riconoscere ed abbracciare fino in fondo le nostre emozioni. Ci si aggrappa alle persone, ma si aggrappa il vuoto.
Caro Autorevole la sua solitudine è balsamo per le mie mani piene, e ora la faccio finita di parlare con me stesso chè metto paura ai terzi. Ma stia attento. I viaggi senza mèta sono come pensieri senza oggetti; ricordi sempre di portarsi il filo di Arianna appresso e stia pronto perchè al peggio non c'è mai fine.
Oppure qui dentro la sua mente si perderà nei meandri di qualche migliaio di post....
"Sol quando il cuor dolora atroce, bocca non tace. Mai Dulcinea fu sì dolce compagna, amante e mamma, ed io fui muto, chè non voleo con fiata inopportuna romper l'incanto di bella eclissi del Sole colla Luna..."
Autorevole non pensa mai che la sua vita abbia valicato il monte sul cui pianoro mai, nemmeno per un attimo, le è venuto in mente di ammirare il "suo" orizzonte?
Chi lo sa se il pensiero filosofico dell'uomo nasce bevendo. L'Amicizia, per essere tale, deve essere libera di tradire senza tradire mai. Parlando di filosofi, lo sa caro Pedina che l'eminente Bobbio fu amico di Leone e Natalia Ginzburg, i quali a loro volta furono legati idealmente al cosmologo Abel, colui che identificò la Nana chiamata giustappunto Abel2029?....
Pensi Autorevole, ho sempre un'immagine scolpita nella mente: un uomo seduto sulla sabbia, sotto il sole, nel mezzo di una spiaggia lunghissima e deserta; stava con le gambe ripiegate e strette al petto dalle braccia incrociate, la testa china sulle ginocchia.
Ho passato la mia infanzia e la mia adolescenza a guardare quest'uomo. Eh sì, si fa presto a sorridere, si fa presto a ridere, anche; per abitudine si fa questo ed altro, però l'unico passo in avanti che potrei fare è ripartire da zero.
In verità l'unico passo in avanti che tutti noi potremmo fare non è quello di ripartire da zero; non è quello di sgambettare in avanti o indietro alla ricerca di chissà cosa... E' invece quello di restare immobili, cioè di non più partire. Ma che vuol dire? Non ci arriva da solo a concludere che nessuna verità "palese" è più vera d'una bugia ben detta? Ecco il Mondo Parallelo, il Dualismo: io sono ubiquo di traslato e mentre "uno" è qui, l'altra metà è "di là".
Senta allora cosa dice Ignazio Silone "Il Destino è un'invenzione della gente fiacca e rassegnata".
Non bisogna accettare passivamente quel che ci capita, perchè la vita è come uno specchio: ti sorride se la guardi sorridendo; ma non puoi essere sempre tu, perchè essere naturali è una posa difficilissima da mantenere......
Vogliamo parlare di due bei film? Di film che lasciano dietro di sè, dietro la loro apparsa nelle sale cinematografiche, un segno? Per quanto mi riguarda, a parte di tutti i film di Kurosawa, dal primo all'ultimo, che amo alla follia, io alzo la mano per indicare "Casomai", il film di D'Alatri.
Ma mica solo perchè il regista, alla stregua di Chopin, è di una sensibilità allucinante, ma perchè la sua inventiva strabocca nell'altro mondo, quello al nostro parallelo.
"Hell Kitchen", invece, come tanti altri film della stagione "la morale venga a galla", se pure tiene ancorati alla sua visione fino all'ultimo fotogramma spettatori disattenti, restii, incerti e senza mamma, lascia dentro di ognuno di noi un bubbone alieno, una sorta di lapposità, come dire, un che di stucchevole, di "estraneo".....
"Egli, con la sua teutonica sicumera mascherata da un sorriso timido ed impacciato, vorrebbe penetrare il cuore della gente; e ci riesce." - scrive colui che viene considerato il giornalista più "cattivo" che rientra nelle fila del cosiddetto cattocomunismo a proposito di Benedetto XVI.
Io sono credente e tutto quanto il Santo Padre dice o scrive per me potrebbe vergare le pagine di un nuovo vangelo. Quindi - non lo nego - stento a credere il Papa abbia usato le parole (che racchiudono in sè un brutale significato) che vengono riportate in data odierna dai giornalisti; ma non per questo comunque voglio mettere in dubbio la loro lealtà di trascrittori. Andrò in cerca del testo da loro menzionato e lo leggerò con molta attenzione.
Però Autorevole Pedina, non d'accordo con lei: i libri di Ratzinger non sono solo belli, sono bellissimi.
Certo lei dirà, alla sua maniera, sbrigativamente, presuntuosamente, senza tenere in nessun conto e i sentimenti ed il percorso interiore che ha portato qualcuno dei suoi simili ad amare alcune opere prodotte dal tanto vituperato (in altre sedi) Ratzinger: "Hai sonno pure te" oppure, visto il codazzo che la segue plaudente: "O si è con me o si è contro di me", al modo di Colui che molti tentano di metter fuor di memoria.
Parlo dappermè: Autorevole ho scosso la sua mano dalla mia spalla già da molti anni, da quando l'amor paterno lasciava piano piano il posto all'amor carnale.
In Africa c'è un detto: "Se colui che ritieni tuo amico supera le tre prove, devi appuntarne il nome nella bacheca all'interno della tua memoria." Ecco mi piacerebbe molto per farsi perdonare lei desse un'occhiata a questi titoli: "Accarezzare le mani" Jean-Jaques Ilunga e "Africa solo" di Kertscher Kevin.
Il secondo romanzo è scritto da un ragazzo totalmente estraneo all'africa ma che in Africa trova la propria realizzazione interiore e spirituale....
Lo dicono tutti gli psichiatri pure senza tema di essere smentiti: ogni lasciata è persa. Ora, si sa che gli psichiatri hanno fama di essere strani, ma è fin troppo facile tirare le freccette contro chi non si può difendere.
Adesso che il blog è esposto al pubblico lubridio e riceviamo molti commenti, se per gli eschimesi l'ospite è sacro, per me lo è il doppio. Propugno l'esistenza di un mondo parallelo. In me nasce la convinzione dell'esistenza di un Mondo al nostro parallelo a causa dei miei sogni giovanili. Anche adesso, ma quando ero più giovane di più, intraprendevo ed intraprendo fantastici viaggi in luoghi lontani permeati di forti emozioni e riesco a far trasmigrare l'immaginario nel reale, perspicace come una libellula che sa quando l'acqua potrebbe bagnarle il pelo dell'addome. Lo so lo so: i sogni sovrapposti, anche scaturissero dallo stesso desiderio, fossero il moto di uno stesso animo, non combaciano mai. Io però mi concedo il lusso di una speranza.
Per chi è sinceramente fosse interessato al Parallelmondismo consiglio di stare attenti a non confondere il termine "continuum spazio-temporale".....

Caro Pedina, glielo dico con una locuzione legale: chi sa, sa. E quando non dico sto zitto, perchè è palese che è una bugia. E anche se lo dicessi veramente, non sarei certamente reo di niente.
Sto pensando ad un ritmo troppo elevato, perchè sia illecito pensare che sto usando un software del pensiero. Si dice ad esempio che Guttuso e Sciascia erano veri siciliani, ma non si sa che Guttuso non era siciliano, almeno quanto non lo fosse Donald II di Scozia.
Sto ascoltando la colonna sonora Tony Hawk's American Wasteland e a sentire questa musica mi torna alla mente il Laghetto delle Trote, un delizioso laghetto alpino in alta Val Brembana. Amo la montagna, rimango affascinato da certi "quadretti" alpini come quello che ritrae il Laghetto delle Trote in provincia di Bergamo a 2150 metri d'altidune, freddo anche d'estate. Amo la montagna, ma mai come il mare.
Tutti siamo cittadini del mondo, ma noi Duali vieppiù abitiamo nell'Altro, quello al nostro parallelo...

Oggi ho fatto un bel passo avanti. Ho usato le arti magiche. Ma la mano sul fuoco sul fuoco non la metto per nessuno, nemmeno per me.
Sto leggendo un libro che non mi riesce di finirlo, e si mi è indigesto meglio lasciarlo perdere, non assimilerei niente. Un libro sull'impero romano in Oriente, un tomo di mille pagine.
I libri storici, poichè non c'è inventiva e quindi non costa niente scriverli, sono tutti ponderosi. Sono arrivato a Probo Flavio, che fu un politico di spicco dell'Impero Romano, imparentato con l'Imperatore Anastasio.
Intanto mi giunge la notizia che Lupini il portinaio suona in una band metalcore, la musica che suonano gli Hatebreed (Empty Promises, Burn the lies e Satisfaction is the death of Desire i loro lavori più pregevoli).
Secondo Lupini troppi vanno in fissa con canzoni di rappers americani che nemmeno capiscono, perchè come minimo devi essere madrelingua americano (sono slang, anche se volgarissimi).
Anche a me piace il rap, e anche l'hip hop a dire la verità, ma sono dell'idea che i classici non tramonteranno mai, iniziando da Jamiroquai sino ad arrivare a Shakira, la voce che secondo l'autorevole critico nativo americano Noace Pavillon "rasenta la perfezione dei boschi di betulla scandinavi".
Io che sono abituato a ricercare musica di un certo livello, non la posso trovare su MTV per esempio, o sulle radio tipo Kiss Kiss (già Capital passa pezzi di una certa caratura): la musica di qualità la cerco e la trovo solamente nel metal, specie nel nu-metal e crossover.
Il gusto per la musica va affinandosi, ma è un dovere etico per me rimanere legato indissolubilmente al metal. Proust non amava ripetere: "Tutti noi abbiamo una volta nella vita il sole in ombra" (e il resto è noia, aggiungerebbe Califano)? Ecco, il metal è la mia "volta"....

Per l'occasione il ditirambo odierno tratta di un argomento caro agli ermenauti di buona memoria. Umberto Eco e il suo stile di scrittura.
"Il nome della Rosa" è composto da circa 500 pagine scandite solo ogni tanto dalla pura componente di mistero, mentre solo a tratti il romanzo assume i connotati di Whodunit.
Sono d'accordo con coloro che non lo considerano un capolavoro: Eco fa una commistione "indigeribile" tra romanzo giallo e romanzo storico, accuratissimo nei particolari, nulla da dire, ma diciamocelo pure, alla fine non sa da che parte andare. Tante considerazioni ci sarebbero da fare sul suo stile di scrittura.
Per terminare il "quadretto" su Eco va detto - e nessuno lo potrà mai negare - che i suoi romanzi sono pregevoli per l'ambientazione e la descrizione dei personaggi. Eco ha uno stile di scrittura che mi ricorda moltissimo lo stile di gioco scacchistico di coloro che furoreggiavano nel quinquennio chiamato "il periodo romantico" (Philodor soprattutto; ma anche Sarratt e William Lewis....).
Il giocatore cosiddetto romantico dell'epoca rifuggiva dalle considerazioni strategiche e materiali sulle forze in campo (sulla scacchiera cioè); e spesso e volentieri era alla ricerca della mossa a sorpresa, del colpo di scena. Ad esempio il sacrificio di un pezzo da battaglia a favore di una strategia lungimirante ed infine vincente, ed in questo Philidor fu maestro ancor'oggi insuperato.......

Ci sono periodi che sceriverei piĂą di Abbone Il Curvo, in altri mi peserebbe tenere la penna in mano cinque minuti. Abbone il Curvo, per chi non lo sapesse, è uno scrittore francese del nono secolo, famoso per la mole dei suoi scritti. Talmente scriveva e scriveva, che ingobbì sulla sua scrivania.Ma sto divagando, come al solito. Il Maestro Santinelli posdomani riparte per il Tibet, ora che le acque si sono un pò calmate da quelle parti.
Il Maestro dice che non vi è stata una vera e propria guerra, ma un trambusto cinese per "divergenza di opinioni." Chi è asceta non è del mondo. Max Weber dice che l'ascetismo è ultramondano.
Il Maestro non va in Tibet a fare alpinismo, nè trekking. Tutti coloro che partono per il Tibet ambiscono a fare ascetismo. L'ascetismo non si fa, si lascia fare, è un'esigenza spirituale. Le esigenze interne sono intrattenibili e insopprimibili più di una necessità biologica di "questo" mondo.....
Autorevole sa, sto leggendo "Vite di Filosofi" di Diogene Laerzio. Conosce il concetto di WU-JI?
Il concetto filosofico che si riferisce all'ultima vacuità, così detto. Il WU-JI, da non confondersi con il TAI-JI, teorizza una particolare condizione originaria del vuoto. Amico mio, lei è ferratissimo in materia e sa essere, quando vuole, molto eloquente. L'argomento è intrigante ed è difficile svolgerlo, anche per sommi capi, specie con gente "irretita" e da illetterati conclamati da cui non possiamo aspettarci niente altro che rumore di petecchie.
Che vuole, sono sempre stato a contatto con filosofi di rango anche se non cattedratici: la loro sapienza è racchiusa nel cassetto dei loro desideri, ma non per questo meno "filosofi", cioè conoscitori di Sapienza, di altri acclamati ed insigniti colleghi, come il poeta e filosofo Braibanti di cui parlavo ieri.
La Filosofia è l'ultimo apetto sotto il quale si perpetuano le due forze illusorie dalle quali prescinde tutto il pensiero moderno. Indubbiamente la filosofia procede per concetti, ma quella che dovrebbe essere una constatazione appare talvolta come un proclama.
Personalmente sono ottimista, anche se non condivido l'illusione el Positivismo Logico del Gaunt, che pretese di sostituire con un atto violento (si fa per dire) le norme rigorose di un linguaggio ideale.
Secondo me invece le forme espressive della filosofia dovrebbero restare confinate entro paramentri noti, come Abbagnano, Democrito, Diodoro Crono e i megalici, Alessandro D'afrodisia (il concittadino di Protagora).
Democrito in particolar modo, tratta argomenti di vario genere, si va dalla matematica alla riflessione morale, sino ad accenni ad un mondo al nostro parallelo...

Giordano Morganti, è notorio, è uomo sprovvisto del benchè minimo senso dell'umorismo e moto interiore, mentre Braibanti, mi pare di capire che ne possedesse un bel pò. Morganti non a caso viene spesso soprannominato "castorino" per quanto rode.
Spiritoso e ironico, Braibanti univa l'autoironia ad una certa dimestichezza autoanalitica che è propria delle persone che della propria vita e di come va il mondo ne sanno più che a sufficienza.
Leggo moltissimo anche autori contemporanei, e anche due libri contemporaneamente (la fantasia non mi difetta).
Un autore che mi mette sempre sgomento, ma che allo stesso tempo mi attrae fortemente è Kafka.
Kafka mi piace molto, ma a distanza. Qualcuno dice che non è molto comprensibile, invece io penso il contrario, che sia fin "troppo" comprensibile, voglio dire, che mette sgomento proprio perchè è comprensibilissimo, altrimenti potrebbe scomparire nel dimenticatoio alla stregua di un Morganti, o che ne so io, di un Braibanti.
Ad esempio le poesia di Braibanti sono belle, ma mai abbastanza "evidenziate" per il motivo che ho detto prima...
Alle volte crediamo di conoscere una persona per come ci viene dipinta. In realtà è diversa, ma alla volte anche molto diversa. Si veda appunto Von Braun.
Scommetto che nessuno di coloro che mi stanno leggendo, sanno che Von Braun ancora giovinetto, fu a un passo della morte. E propio lì, in quel frangente capì che una parte di noi, nessuno escluso, vagola senza mèta in qualche parte dello spazio in attesa di trovare la via per ricongiungersi alla propria componente "madre" e terrena.
Nel credere all'esistenza del mondo al nostro parallelo, mi fanno compagnia una caterva di scienziati cosmologi, iniziando da Levinky, da Gaunt, per finire col nostro Pallotta.
E' chiaro che qui dentro nessuno è quello che vorrebbe far credere. Io chi sono in realtà? Quante volte l'avrò detto, non sono Orqcie. Non ne avrei la capacità dialettica prima di tutto, e poi non sono affatto colta come lui. Corre una differenza abissale tra le nostre due personalità, per non parlare dell'età: Orqcie ha 36 anni dichiarati, io 18, sono la metà esatta del maestro.
A piacer tuo: visto che è impossibile stabilirlo con certezza, ognuno si faccia l'idea che vuole sull'identità di questo o di quell'altro. A me più dell'idea finale, piace il tragitto intellettuale.....

Autorevole sono stanco di parlare a un sordo. Il suo ostinato silenzio mi infastidisce. La pazienza non è la virtù dei forti, ma la debolezza degli sfigati, come disse giustamente Pantalone ad Arlecchino. La risposta alle sue silenziose domande sono insite nelle domande stesse, vale a dire: chi ti capisce è perchè ti doveva capire? Devo spiegare a lei il meccanismo di Rivoleau, che conosce alla perfezione?
Ma per terminare la polemica e fare il post odierno, dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte.
Orbene ieri sera nel pianerottolo del mio palazzo quando fra condomini si parlava di cose inerenti a quello che Lupini il portinaio scherzosamente chiama "il nostro mondo", cioè quello Parallelo.
Ad un certo momento Lunardi l'appassionato cinefilo del condominio (ha oltre ottomila film nel suo appartamento), mi rivolge questa domanda:
"Maestro, ma non ti sembra che la capacità di ricezione di ognuno di noi abbia delle, per così dire, zone d'ombra? Perchè tutti quanti abbiamo , almeno una volta nella vita, questa vita, avuto la sensazione di aver già vissuto una particolare esperienza?"
Al che io, ricordando un passaggio di Molière a proposito del deja vù, gli ho risposto: "Sì è vero; ma non è altrettanto vero che ciò capita a tutti".
No. Non a tutti capita.
Tutte le esperienze dei Duali avvengono in due Mondi, in questo e in quello al nostro parallelo. Secondo me è corretto affermare che questi momenti sono sovrapposizioni involontarie e casuali delle due metà scisse di una stessa persona, come quando sogni di compiere delle azioni che da sveglio non supporresti mai di poter compiere.....

Beato lei che ha capito tutto, Autorevole, io sono ancora nel Profondo Rosso dell'ignoranza.
Ha letto stamani dell'Asteroide? Su Repubblica l'articolo prendeva due pagine. Una scoperta importantissima. Si concretizza l'idea di Hoffman, cioè che gli alieni giocano anch'essi a palla. Si supponeva che gli Asteroidi che cadono sulla Terra rimbalzassero, ma finora mancavano le prove.
Non risponde Autorevole?
Chiedi e ti sarà dato, diceva qualcuno che cui disobbedire era fatale (Tanghero).
Giovenale diceva che se il silenzio è sinonimo di assenzo, il rumore è solo silenzio andato a male.
Adesso la saluto amico mio, e mi raccomando non esageri con la sua loquacità....

Se io fossi in lei Autorevole, terrei in buon conto le previsioni di Kadir.
I lettori di fondi di caffè, specialmente se esotici ed in particolar modo ottomani, non sono assolutamente da prendere sottogamba.
Per dirgliene una, un mio carissimo amico a causa di una lettura di fondi di caffè avvenuta in quel di Marrakech in Marocco, ha deviato dalla strada maestra fin'allora percorsa per imboccare una stradina laterale non molto pulita ed irta di difficoltà...
Ci crederebbe? In fondo ad essa ha trovato il suo premio, la sua metà, il complemento al suo esser Duale.
"Rientro adesso e sono piuttosto brillo. Ho trascorso una bella serata e sono allegro.
Una bella dormita e il domani sarà l'incognita - un altro tassello - che andrà ad aggiungersi al mosaico della vita"
(Proust).......
Il sentiero che conduce alla Taverna dell'Ostessa, diviene ogni giorno meno arduo percorrerlo. Pare che dopo ogni scarpinata, divenga meno impervio.
Le nostre gambe hanno acquistato vigoria, ed il fiatone ormai arriva, se arriva, alla vista della rincuorante costruzione in legno e pietra dal tetto spioventissimo.
"Tanto ho da dire, tanto ho da fare, che il mare e' ormai lontano...." - pensa Santino. Siamo in Taverna, e qui comanda l'Ostessa.
Osservo Santino mio carissimo amico, ex stracivendolo che culturalmente potrebbe competere con Geppino.
Non e' facile per lui vivere a PortoSanGiorgio. Questo e' come fosse un paesone, dove tutti sanno tutto di tutti; la fabbrica dell'ArGisa', quella che produce le famosissime Finestre Sangiorgesi, non va piu tanto bene, e Santino si vuole dare la morte (l'Ostessa lo ha portato a questa estrema scelta)........