Eccoci di nuovo a scrivere qualcosa, tanto per ammazzare il tempo, e noi diciamo di ammazzare il tempo come se, purtroppo, non fosse il tempo ad ammazzare noi. Autorevole le confesserò una cosa: bevo per scrivere. E' una grande verità: non possono piacere a lungo gli scritti dei bevitori d'acqua.
E con lei che non tiene la stessa idea per più di due minuti mi sembra di navigar in mare periglioso. Beato lei, che ha la possibilità di cambiarle così spesso: cambia idea con la stessa facilità con cui Farida D'Egitto cambiava vestito. Lei sa che tutto questo suo andirivieni di opinioni mi ricorda il"movimento oscillatorio balzano" d'una famosa pièce di Moliere? Ma anche per mancare il bersaglio occorre prendere la mira...
Volevo parlare di Totò. E' stato un grande comico, ma mica perchè fosse comico. Tutt'altro. Vale per lui lo stesso giudizio che ha dato un critico riguardo a Troisi: ridere di tristezza per non immergere la punta dei nostri piedi nelle sabbie mobili della Malinconia (Gibbone).
Chi ama Totò è sicuramente privo di cinismo.
Totò non è stato solo un attore, ma soprattutto un sognatore, e dico tutto ciò "a prescindere" dai due mondi. Vede caro amico, bisogna credere ai miracoli, altrimenti potrebbe capitarcene uno e non ce ne accorgeremmo.
Ma se come dice Heine "il pensiero nasce in bocca", io non mi voglio sentire furbo e bello con tutta questa retorica, che a volere essere per forza furbi e belli si corre il rischio di cadere in un calderone di nequizie, e quindi qui mi fermo....
