Ho appena finito di leggere "Infranse radiosa aerei sogni" di Serpieri. Di lui mi era piaciuto anche "Freudiana chiusa eudace". Mi sembra fantastica questa cosa che dice Serpieri, sapere che non esiste la donna perfetta, eppur continuare a cercarla, come se infine ne esistesse una che raccoglie in sè tutte le virtù, oppure tutti i difetti (è la stessa cosa), ch'io vo cercando appunto in una donna.
Esistono donne spiritose ma purtroppo di esse ce ne sono pochissime e quelle poche gli uomini le temono, abituati come sono ad essere presi sempre sul serio.
Ne parlavano i poeti classici del duecento: oltre Dante, anche Cavalcanti, Lentini, Brunetto Latini, Cino da Pistoia. Nel trecento abbiamo Petrarca, Parini, Alfieri che descrivono benissimo questo sublime paradosso.
Vi sono uomini che ripetono ossessivamente lo stesso pensiero per giorni, sinchè non sovviene loro che ne hanno perduto completamente il significato. Allora passano ad altre parole. Non è così per il duale, che cerca la frequenza che gli permetta di sintonizzare la mente e il corpo con il mondo parallelo.
Tale intuizione venica già ben descritta dal Sommo Poeta "E dette man con palmo in fronte, per significare quant'ei vivea distratto" (Purgatorio) e da Sheakespeare, ma anche da fisici parallelmondisti come Harold Delos Babcock: "Ogni tanto bisognerebbe farli revisionare questi strumenti Geiger che registrano gli aumenti improvvisi di pulsioni... "
