
Stasera a casa di Lunardi abbiamo visionato "Sliding Doors"; è un film molto bello e realistico... un rompicapo fantasioso. Poi la discussione è scivolata sulle teorie astrofisiche sull'esistenza di un mondo parallelo.
Secondo Lunardi la teoria dei molti mondi è validissima, infatti la matematica quantistica sembra facilmente iscrivibile in un'equazione tra le più scientifiche, il primo a introdurla fu Hugh Everett, eppure la sua popolarità tra i fisici è in ascesa solo di recente.
Cosa si intende con Many World Interpretation? Autorevole le rispondo per bocca di Lev Vaidman: com MWI si intende con l'acronimo una teoria fisica in grado di dare spiegazione della nostra esperienza con un formalismo matematico (cercherò di essere scolastico nell'esprimermi, ho uno scilinguagnolo non da poco...)
Beh ovviamente il formalismo matematico di Vaidman è molto "economico" ed elegante, ma l'idea che sta alla base di questa teoria è quella... Ma per chi volesse diciamo così "istruirsi" più approfonditamente sull'argomento, raccomanderei il volume di Everett sull'interpretazione dei molti mondi al nostro paralleli intitolato appunto "Teoria dei molti mondi".....
C'è una domanda famosa per quelli a cui non piace pensare e riflettere: "Chi è il primo, l'uovo o la gallina?" E' una domanda stupidissima, ma per loro è una domanda tanto originale e molti si vantano nel farla. Beata incoscienza! Poveri Cristi che scavano alla ricerca di una gratificazione che sgorga tra boccioli d'ignoranza affinchè mente loro masturbi: non per niente ognun si bea e si pascia del nutrimento che può e che sa darsi... (Seneca). Ma per quelli cui davvero piace pensare e riflettere la domanda ad hoc da porre loro è un'altra.
"Quale?" Caro Lupini, adesso sto giocando al tira e molla con la sua curiosità."Va bene Maestro ma allora ce lo dici? Pare strano lei non sappia rispondere".
"Non è esatto". In questo caso non VOGLIO risponderle". "Ma come...poco fa ha detto"... Ancora una volta è in errore caro Lupini, un conto è non voler rispondere e un conto è non saper rispondere. Le risponderei volentieri, se solo avessi la certezza che la sua domanda sia "legittima"...

Ieri sera da Lunardi e insieme a Lupini abbiamo visto il film rumeno "4 mesi, 3 settimane e 2 giorni" che tratta degli ultimi anni del comunismo in Romania.
Invece Lastrucci non è venuto. Lastrucci che non guarda un film sono secoli, la sua attenzione non è attratta dalla gravitazione dei mondi paralleli e i satelliti a quelli attinenti. Secondo me chi non è attratto è chiaro che è in conflitto col suo "io". Ma di Lastrucci e della sua nefasta influenza doppiogiochista nel condominio non ne parlerò, perchè la gelosia alberga solo nell'animo degli stupidi.
Bellissimo poi l'ultimo film del discepolo zen di Kurosawa: "Il rumore dell'erba che cresce" . Sa far parlare le cose dell'interiorità.
Dei miei registi giapponesi che amo di più, forse ci si aspetta che uno dica Kurosawa, ma per me non è così, anche se mi piace molto, ma non è in cima alla lista dei miei preferiti. C'è invece Osamu Dezaki un regista validissimo perchè molto interiore, interiorizza ogni scena dei suoi film. Oltre a lui ne è capace Toshiya Fujita ed Enson Sakuraki. Gli orientali, anche nell'elaborazione dei loro film, hanno un'altra sensibilità, un'altra concezione e visuale della vita...
Siamo molto fortunati ad avere come coinquilino nel nostro condominio Lunardi, cinefilo di rango che conserva ben catalogati più di ottomila film su nastro. Spesso con Lupini il portinaio andiamo a trovarlo e Lunardi allieta le nostre serate proiettando un capolavoro nel suo studiolo appositamente adibito.
Ma i film che ci ha spalancato le porte sul mondo al nostro parallelo è stato un cartone animato divertentissimo: "Chi ha incastrato Roger Rabbit?" Lo sapeva lei Autorevole che il film si ispira a un personaggio reale? Non un coniglio, ma un uomo in carne ed ossa realmente esistito...
Il poeta turco Nazim Hikmet ha detto: il mare più bello è quello che non navigammo.
"Ma se non l'ha navigato, come fa a sapere che è il più bello?" mi chiede incredulo Lupini il portinaio.
E' una poesia che piaceva molto a Hilter. Delle sue poesie ricordo bene una che parla della pioggia: Arrivederci Fratello Mare. E Prima che bruci Parigi...
"Maestro lo sa? Lei è una delle poche persone con cui è possibile intavolare dialoghi i cui argomenti esulino dalle solite chiacchiere di condominio!"
Ma i miei pensieri notturni stentano a divincolarsi dalla pania del sonno incombente. Alfin precipito nell'abismo onde Morfeo ghermisce con dolci artigli per ritemprar le stanche membra e rifiorir la mente a nuova vita...

Anche se non ho fatto studi di antropologia sostenuta, o almeno, non esattamente, mi è stato chiesto stamattina da Lupini cosa io ritengo sia lo specchio dell'anima, e se io, riguardo il parallelmondismo, non predichi male e razzoli peggio.
Parafrasando il titolo di un'opera di un grandissimo drammaturgo, i miei esami non finiscono mai, e ho sbagliato nel rispondere a questa frase, ma lo "sbaglio" è voluto. Lupini crede con questa domanda saggiare se io sia digiuno delle metafore di Tinto Brass, ma si dimentica che io sono un'appassionato di cinema, di tutto il cinema, mentre il prete che predicava bene e razzolava male si riferisce a Mèdaille, Jean-Pierre Mèdaille, un sacerdote contestatore gesuita.
Per uno strano caso della sorte, mi sono imbattuto in Mèdaille, e noi parallelmondisti lo stiamo studiando...

"Lo sai Maestro che quando mi accingo a parlare di Robert Altman avverto dei brividi a fior di pelle? Io lo considero il regista più completo del panorama internazionale. Tu sei d’accordo?" - mi fa Lupini.
Stamattina mentre scendo le scale in tutta fretta per evitare di incontrarlo, eccoti sbucare Lupini. Domanda a bruciapelo: " Dimmi uno con la 'K' ". 


"Ti dico un nome e tu ci ricami sopra", mi fa ieri mattina Lupini. 

"E per parlar di genti che onore fanno a li similari loro, come leon superbo nobilita razza animal nella savana..." (Leopardi).
Platone, Cartesio e Kant pensavano l'immaginazione fosse la parte reale e la cosiddetta realtà un sogno.
“Invecchiando s’impara...ma cosa?” mi chiede Lastrucci.