
Sto leggendo un libro edito da Mareschi (marosticha) sui Lavvu, tipo di accampamenti tipici della Fennoscandia. E' una lettura piacevolissima e scorrevolissima, tratta dei primi pastori nomadi antecedenti anche ai Pellerossa, un'etnia ormai scomparsa che non ha attecchito sul territorio della Fennoscandia per colpa di noi esseri civilizzati, un'etnìa che aveva avuto la stessa intuizione di Sitchin.
Sapere le cose è il mio mestiere, la conoscenza è prerogatica dei Duali. Come sapere che state trovate le piramidi in Bosnia. D'accordo, ma i crop circles (cerchi nel grano), chi li fa? Domanda da mille miliardi di euro. Troppo precisi per averli fatti gli ufo.
I maya avevano visto pianeti che noi neanche celi immaginiamo. Adesso non voglio contraddire Newton ma non è il tempo impiegato che ti fa avere risultati così strepitosi. La matematica è insufficiente per calcolare tali eventi astronomici, mentre l'occhio della mente umana può vedere pianeti.
Ad esempio Nibiru ogni 3600 anni entra nel sistema solare: ora metti che 3600 anni fa non esistono gli uomini, come te lo spiegi? Il tg2 ha parlato del ritrovamento nel 2002 poi più nulla, si sa solo che alcune nazioni stanno costruendo bunker per la gente d'elite ed è più grande di quella di Giza, sebbene le teorie di rinomati egittologi sono quasi tutte da scartare.
La storia è tutta da riscrivere, basta solo cambiare chi la scrive, perchè è quello che vogliono che noi studiamo anche se le cose sono evidenti così come stanno ma continuano a spiegarci teorie davvero indimostrabili. La scienza e la religione fanno a gara a sbagliare. Ad esempio l'ultima eclisse del 2003 l'hanno sbagliata di 30 secondi, mentre i maya che non conoscevano l'uso della ruota erano stati più precisi di Voyager nel parlare dei cerchi di grano.
Sia vero o no domani devo andare a lavorare....

Anche se non ho fatto studi di antropologia sostenuta, o almeno, non esattamente, mi è stato chiesto stamattina da Lupini cosa io ritengo sia lo specchio dell'anima, e se io, riguardo il parallelmondismo, non predichi male e razzoli peggio.
Parafrasando il titolo di un'opera di un grandissimo drammaturgo, i miei esami non finiscono mai, e ho sbagliato nel rispondere a questa frase, ma lo "sbaglio" è voluto. Lupini crede con questa domanda saggiare se io sia digiuno delle metafore di Tinto Brass, ma si dimentica che io sono un'appassionato di cinema, di tutto il cinema, mentre il prete che predicava bene e razzolava male si riferisce a Mèdaille, Jean-Pierre Mèdaille, un sacerdote contestatore gesuita.
Per uno strano caso della sorte, mi sono imbattuto in Mèdaille, e noi parallelmondisti lo stiamo studiando...

Io metterei la scoperta del tè tra le sette meraviglie del mondo, togliendo giustappunto dalla classifica il Mausoleo di Alicarnasso che non vale una cicca. Il cerimoniale della preparazione del tè ha una valenza anticonformista ed assume il valore di argine: infatti con i suoi gesti ed i suoi riti impone una pausa meditativa per riflettere e guardarsi dentro, in netta antitesi con i valori e gli "svalori" della nostra epoca votata soprattutto all'esteriorità.
Quando mi preparo da me il tè mi è consentito di "spostare" lo sguardo su di me concedendomi il lusso di fermarmi a pensare, ma soprattutto il "senso" del tè sta nella degustazione della sua dolce essenza nella sua colorata e profumata varietà (adoro il tè vietnamita) nonchè come detto, nel poetico rituale il cui scopo è sottolineare la bellezza del quotidiano.
A Palazzo Valentini, ero ospite della stilista Minh Hanh e si parlava dei quattro "principi" del tè (armonia, rispetto, purezza e tranquillità) ed Alfredo Matacotta Cordella, quello della notte bianca di Parigi per capirci, disse: "Se il cielo è sereno la terra è illuminata".
Vede amico mio, se io cerco di comprendere il cielo con la sola ragione, allora questo (il cielo) perde di serenità: il mio cielo si oscura e la mia terra s'adombra. Sulla via del cuore si può riconoscere ed abbracciare fino in fondo le nostre emozioni. Ci si aggrappa alle persone, ma si aggrappa il vuoto.
Caro Autorevole la sua solitudine è balsamo per le mie mani piene, e ora la faccio finita di parlare con me stesso chè metto paura ai terzi. Ma stia attento. I viaggi senza mèta sono come pensieri senza oggetti; ricordi sempre di portarsi il filo di Arianna appresso e stia pronto perchè al peggio non c'è mai fine.
Oppure qui dentro la sua mente si perderà nei meandri di qualche migliaio di post....


Non vorrei passare per logorroico, quindi un solo termine ora dico, cioè solo una parola: psicodizione.
Ecco, e qui mi fermo, sennò potrei andare avanti per chissà quanti giga a parlare...
Anzi visto che ci sono dico solo due o tre cose contemporaneamente, così sparagno nel tempo.
Dico solo che riguarda la mia cugina, balbuziente. La sua insegnante Chiara, a sua volta anch'essa balbuziente in età scolare dall'età di otto anni, dice di lei: "La bambina presenta tutti i sintomi dell'allergia di Govi.
Ho così scoperto un mondo sotterraneo. ho scoperto che Govi è stato il fondatore del teatro dialettale di Genova. E che è stato per Genova ciò che il Burlamacco è stato per Viareggio.
"Tutto è mistero, e il mistero è tutto" dice Govi". "Non c'è niente di più vero di una bugia detta ad arte" anche questa frase è di Govi.
Ho letto alcune sue pièce e sono straordinarie........
Alla sera, dal ritorno dal torchio, nell'immensità del cielo, un gruppo di angeli (dice: "angeli???") Sì, angeli. Dicevo: nell'immensità del cielo, un gruppo di angeli cantava, e cantava a codesto modo: Regina Coeli Laetare: Alleluja! mentre sulla terra infuriava... (dice: cosa infuriava?)
"Fottiamoci anima mia, fottiamoci presto perchè tutti per fottere siamo nati: e se tu il cazzo adori, io la potta amo.... E saria il mondo un cazzo senza questo...
Il dubbio è se partire o non partire. Andare o restare.
Un lettore, per saggiare quanto sia profondo il mio amore per la letteratura russa, mi chiede: "Perchè Maestro nel prossimo tuo post non ci parli dell'autore russo a te più caro?"
Di Desio (Ardito Desio), ho già parlato, ma ne riparlo volentieri. Fu l’uomo che per primo mise piede sulla cima del K2. Da notare la singolarità del suo nome in accoppiata con la sua impresa.
Urge riparlare di scienziati cosmologi che perorano a spada tratta l'idea non tanto astratto ch'indica come ormai sia vero che esista un mondo al nostro parallelo. Oggi è il turno di Charles Messier.






Se intendessimo parlare di cantanti che rimangono appiccicati come mosche nella carta moschicida della nostra attenzione, sarebbe difficile se non impossibile non parlare di Michael Jackson ed Elton John, ma ancor più arduo sarebbe scegliere su chi dei due concentrare il mio diritambo odierno.
Il “Rain man” di Dustin Hofmann non è casuale.