Si racconta in quel di Porto Sangiorgio che un bel dì, di prima mane, sia l'Ostessa che Santino si recaron quatti quatti a godere il ponentino sullo scoglio che sul mare viene chiamato "al pescatore". Chiesto lumi alla taverna, sia all'amico che a colei ch'è di Triade coeterna, ei risposer in tempo uguale.
"Macchè dici? Non è ver, noi siamo amici". Poi Santino venne titubante meco, lei distante. "Caro amico, tutto è vero. Sono matto o sono savio? Sii sincero".
"...E passo passo si arrivò fin sul limitar dell'arenile asciutto, chè placide e lunghe ondate aumentavano via via lor flutto.Era il crepuscolo e la lunae il mare incominciavano senza più velami a far l'amore."
E così Santino, poetico oltr ogni dire: e l'ostessa dice di lui in taverna:" Santino? è un po tòcco, poverino!" Chiedo a lui. " Santino, altra musa non hai che non sia l'ostessa?"
ll guardo torvo ch'ei mi lanciò ben mi rispose... chè fui costretto, senza indugio alcuno, ad abbassar lo sguardo.........

Stamani conversando con un ancora assonnato Lupini: "Metti il caso che un reduce dopo la guerra torni alla sua casa. Secondo te ritorna alle proprie radici?" "Mah... penso di sì, maestro..."
"Ne sei proprio sicuro? Allora facciamo un altro esempio. Se io dissotterro un albero con tutte le radici e poi lo reinterro... che succede?
"Se è grande muore" risponde il portinaio con un grande sbadiglio.
"Vedi che hai afferrato il concetto. Come succede al sogno, solo in una occasione specialissima il reduce, o l'albero, o il sogno potranno reinserirsi nel loro terreno natìo"
"Ah, ora ho capito..." dice Lupini con sguardo sospeso nel vuoto...

Ieri sera da Lunardi e insieme a Lupini abbiamo visto il film rumeno "4 mesi, 3 settimane e 2 giorni" che tratta degli ultimi anni del comunismo in Romania.
Invece Lastrucci non è venuto. Lastrucci che non guarda un film sono secoli, la sua attenzione non è attratta dalla gravitazione dei mondi paralleli e i satelliti a quelli attinenti. Secondo me chi non è attratto è chiaro che è in conflitto col suo "io". Ma di Lastrucci e della sua nefasta influenza doppiogiochista nel condominio non ne parlerò, perchè la gelosia alberga solo nell'animo degli stupidi.
Bellissimo poi l'ultimo film del discepolo zen di Kurosawa: "Il rumore dell'erba che cresce" . Sa far parlare le cose dell'interiorità.
Dei miei registi giapponesi che amo di più, forse ci si aspetta che uno dica Kurosawa, ma per me non è così, anche se mi piace molto, ma non è in cima alla lista dei miei preferiti. C'è invece Osamu Dezaki un regista validissimo perchè molto interiore, interiorizza ogni scena dei suoi film. Oltre a lui ne è capace Toshiya Fujita ed Enson Sakuraki. Gli orientali, anche nell'elaborazione dei loro film, hanno un'altra sensibilità, un'altra concezione e visuale della vita...
Siamo molto fortunati ad avere come coinquilino nel nostro condominio Lunardi, cinefilo di rango che conserva ben catalogati più di ottomila film su nastro. Spesso con Lupini il portinaio andiamo a trovarlo e Lunardi allieta le nostre serate proiettando un capolavoro nel suo studiolo appositamente adibito.
Ma i film che ci ha spalancato le porte sul mondo al nostro parallelo è stato un cartone animato divertentissimo: "Chi ha incastrato Roger Rabbit?" Lo sapeva lei Autorevole che il film si ispira a un personaggio reale? Non un coniglio, ma un uomo in carne ed ossa realmente esistito...

Caro Autorevole la storia del Canada è vera. Il dottor Alfiepa è andato fino lassù per trovare il sorriso.
Ciò che ha ispirato Leonardo, che si è rifatto al sorriso degli Inuk per il suo quadro "La Gioconda". E anche la storia dell'astronauta-astronoma Maccabei, per chi avesse seguito le mie ciancie, è vera: il dottor Alfiepa, insieme a Lupini il portinaio, si si sono incontrati con lei ad Ottawa.
Lupini è l'ideatore del trattato: "L'Utoastico e le sue implicazioni all'interno della corrente di pensiero Lilliputbocconiana". Ossia (traduco per coloro che muovono i primi passi in direzione del Parallelmondismo): "antecedenze culturali e sociali e correlazioni tra le varie portinerie".
Sbalorditivo? E' proprio il caso di dirlo.
E le dirò Autorevole, le conferme che abbiamo avuto dal viaggio dell'Alfiepa ce le aspettavamo tutte perchè erano già "dentro" di noi. Perchè noi siam Duali: son qui e son là, son giù e son sù, son di lato e poi di traverso.
Mi spiego meglio: ha mai visto lei il film "La strana coppia"? con Jack Lemmon e Walter Matthau?
Ecco:))....
Pensi Autorevole, ho sempre un'immagine scolpita nella mente: un uomo seduto sulla sabbia, sotto il sole, nel mezzo di una spiaggia lunghissima e deserta; stava con le gambe ripiegate e strette al petto dalle braccia incrociate, la testa china sulle ginocchia.
Ho passato la mia infanzia e la mia adolescenza a guardare quest'uomo. Eh sì, si fa presto a sorridere, si fa presto a ridere, anche; per abitudine si fa questo ed altro, però l'unico passo in avanti che potrei fare è ripartire da zero.
In verità l'unico passo in avanti che tutti noi potremmo fare non è quello di ripartire da zero; non è quello di sgambettare in avanti o indietro alla ricerca di chissà cosa... E' invece quello di restare immobili, cioè di non più partire. Ma che vuol dire? Non ci arriva da solo a concludere che nessuna verità "palese" è più vera d'una bugia ben detta? Ecco il Mondo Parallelo, il Dualismo: io sono ubiquo di traslato e mentre "uno" è qui, l'altra metà è "di là".
Senta allora cosa dice Ignazio Silone "Il Destino è un'invenzione della gente fiacca e rassegnata".
Non bisogna accettare passivamente quel che ci capita, perchè la vita è come uno specchio: ti sorride se la guardi sorridendo; ma non puoi essere sempre tu, perchè essere naturali è una posa difficilissima da mantenere......
"Egli, con la sua teutonica sicumera mascherata da un sorriso timido ed impacciato, vorrebbe penetrare il cuore della gente; e ci riesce." - scrive colui che viene considerato il giornalista più "cattivo" che rientra nelle fila del cosiddetto cattocomunismo a proposito di Benedetto XVI.
Io sono credente e tutto quanto il Santo Padre dice o scrive per me potrebbe vergare le pagine di un nuovo vangelo. Quindi - non lo nego - stento a credere il Papa abbia usato le parole (che racchiudono in sè un brutale significato) che vengono riportate in data odierna dai giornalisti; ma non per questo comunque voglio mettere in dubbio la loro lealtà di trascrittori. Andrò in cerca del testo da loro menzionato e lo leggerò con molta attenzione.
Però Autorevole Pedina, non d'accordo con lei: i libri di Ratzinger non sono solo belli, sono bellissimi.
Certo lei dirà, alla sua maniera, sbrigativamente, presuntuosamente, senza tenere in nessun conto e i sentimenti ed il percorso interiore che ha portato qualcuno dei suoi simili ad amare alcune opere prodotte dal tanto vituperato (in altre sedi) Ratzinger: "Hai sonno pure te" oppure, visto il codazzo che la segue plaudente: "O si è con me o si è contro di me", al modo di Colui che molti tentano di metter fuor di memoria.
Parlo dappermè: Autorevole ho scosso la sua mano dalla mia spalla già da molti anni, da quando l'amor paterno lasciava piano piano il posto all'amor carnale.
In Africa c'è un detto: "Se colui che ritieni tuo amico supera le tre prove, devi appuntarne il nome nella bacheca all'interno della tua memoria." Ecco mi piacerebbe molto per farsi perdonare lei desse un'occhiata a questi titoli: "Accarezzare le mani" Jean-Jaques Ilunga e "Africa solo" di Kertscher Kevin.
Il secondo romanzo è scritto da un ragazzo totalmente estraneo all'africa ma che in Africa trova la propria realizzazione interiore e spirituale....

Giordano Morganti, è notorio, è uomo sprovvisto del benchè minimo senso dell'umorismo e moto interiore, mentre Braibanti, mi pare di capire che ne possedesse un bel pò. Morganti non a caso viene spesso soprannominato "castorino" per quanto rode.
Spiritoso e ironico, Braibanti univa l'autoironia ad una certa dimestichezza autoanalitica che è propria delle persone che della propria vita e di come va il mondo ne sanno più che a sufficienza.
Leggo moltissimo anche autori contemporanei, e anche due libri contemporaneamente (la fantasia non mi difetta).
Un autore che mi mette sempre sgomento, ma che allo stesso tempo mi attrae fortemente è Kafka.
Kafka mi piace molto, ma a distanza. Qualcuno dice che non è molto comprensibile, invece io penso il contrario, che sia fin "troppo" comprensibile, voglio dire, che mette sgomento proprio perchè è comprensibilissimo, altrimenti potrebbe scomparire nel dimenticatoio alla stregua di un Morganti, o che ne so io, di un Braibanti.
Ad esempio le poesia di Braibanti sono belle, ma mai abbastanza "evidenziate" per il motivo che ho detto prima...