Il Mondo Parallelo

Approfitto di questo momento di pausa per rinverdire la memoria all'amico Pedina.

Primo: ripassare tutto quanto attiene - teorie e certezze - al parallelmondismo.

Secondo: "bagnarsi" umilmente nel rassicurante liquido amniotico escreto dai "fumenti" dell'inventore dell'ermeneutica, Hans George Gadamer.

Terzo: se la notte è chiara e stellare alzare gli occhi al cielo e "sentirsi" librare in alto, avendo cura di portare seco buona scorta di panini al formaggio......
domenica, 18 ottobre 2009

La storia di Santino (/8 Prato verde, primigenio e celestiale - FINE)

“Quant’è cocente il sole... ma che dico... il sale, che ci viene dall’amare non riamati!” - andava farfugliando Santino.   L’uomo alto e contorto (nel fisico e nella mente) andava camminando svelto svelto il lungomare. E io, dietro a lui, a “remare”.   “Ehi, Santino” – dissi ad un certo punto, molto affaticato – “io sono tardo di gambe, e per niente con mia vita incavolato!”

E andava il Santo lungo il mare, battigia calpestando senza suole.  Lo sguardo fisso oltre il sol nel suo calare, che già morente era in procinto d’ammarare.

Oblò Oltremarino intorno al collo, ripetea a se e a me senza intervallo:
“Io son colui che il sol pensier d’ostessa mi da sballo; io son colui che se fosse vin costei, saria tarallo".

 “Io so che oltre ogni ‘guardare’, oltre ogni ‘udire’, vi è quel prato verde, primigenio e celestiale”... Santino disse. Camminavamo, scalzati i piedi, la battigia umida di mare. A tracolla ognuno il proprio Oblò Oltremarino, io pensavo: “Ah, ostessa, che ti perdi di quest’uom la parte più immortale!”

Di poi scantona d’improvviso e bagna in acqua un piede. Poscia ripose il piede “battezzato” sopra un rudere di barca in secca e disse, com’io fossi angelo e lui il dannato: “Maestro, tu sia lodato!"....

Correva il Santo (Santino) con pena in core giù pel dirupo (ahi ostessa, c'hai reso quest'omin schivo e gretto come il lupo!), allorchè, giunto al pianoro, incontrò dolce fanciulla che, solo il vederla, dette lui ristoro.

Diss'ella al Santo, poichè vedeolo distrutto: "Uomo, il tuo dolor è così grande e acceso che pur'io, che pria era lieta, adesso mal ne sopporto il peso!".

Al che Santino, che vive in ombra di colei che ama, proruppe in pianto e, grato, cascò in ginocchio innanzi a lei, di schianto...

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domenica, 18 ottobre 2009

La storia di Santino (/7 Arduo cimento)

La bella strada che da Portosangiorgio sale a Maggione, è il tragitto che quotidianamente percorre Santino con la testa affastellata nei suoi pensieri. Sette chilometri di bell'andare, se non si hanno mente e cuore pugnalati dallo stiletto dell'amore. Io lo accompagno spesso. A me muover le gambe farà bene poi, a lui adesso.

 E sempre parliamo dell'ostessa, chè lui morrebbe se un sol pensiero, una visione, una parola od un'idea non riguardassero lei, la Sua dea.

Lo sguardo che emigra dagli occhi a fessura del viso triangolare dell'ostessa, strazia l'ex straccivendolo. Io son protetto. Ho con me Oblò Oltremarino. 
Ma il mio cuore sanguina se penso che moderna Circe strazia quello di Santino!
  
L'ostessa svicola tra i tavoli, in taverna; e guardiamo occhi che seguon sue movenze da felino; e guardiamo mani ebbre che protendono ubbidienti a idee lascive. "Ahimè, alta è l'ostessa" - pensa Santino -
"e di bel corpo fatta"!

Guardavamo il mare, il mare nostrum, quello vero, di Canevada, io e Santino. E nelle nostre menti, corrosive come solventi (ognuno il suo problema, la sua angoscia, e la sua pena) giostravan caballeri coi quadri,coi fazzoletti al vento,il sorriso per la dama.... Quando sento improvviso un tòcco: guardo il mio amico, e vedo com'egli, in cuor suo, stesse combattendo arduo cimento...

Ahi! Ostessa di taverne! pagherai per mano mia il fio, ch'io non son accecato o inerme...

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domenica, 18 ottobre 2009

La storia di Santino (/6 Luna e Mare senza piĂą velami)

Si racconta in quel di Porto Sangiorgio che un bel dì, di prima mane, sia l'Ostessa che Santino si recaron quatti quatti a godere il ponentino sullo scoglio che sul mare viene chiamato "al pescatore". Chiesto lumi alla taverna, sia all'amico che a colei ch'è di Triade coeterna, ei risposer in tempo uguale.

"Macchè dici? Non è ver, noi siamo amici". Poi Santino venne titubante meco, lei distante. "Caro amico, tutto è vero.  Sono matto o sono savio? Sii sincero".

"...E passo passo si arrivò fin sul limitar dell'arenile asciutto, chè placide e lunghe ondate aumentavano via via lor flutto.Era il crepuscolo e la lunae il mare incominciavano senza più velami a far l'amore."

E così Santino, poetico oltr ogni dire: e l'ostessa dice di lui in taverna:" Santino? è un po tòcco, poverino!" Chiedo a lui. " Santino, altra musa non hai che non sia l'ostessa?"

ll guardo torvo ch'ei mi lanciò ben mi rispose... chè fui costretto, senza indugio alcuno, ad abbassar lo sguardo.........

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domenica, 18 ottobre 2009

La storia di Santino (/5 Della malattia la cagione)

Come un bimbetto perso per mondi fantastici, Santino percorreva, precedendomi, quel tratto di molo in cui vengono esposte le cassette del pesce appena pescato . I pescherecci attraccati a bitta libera rollavano per via di certe onde considerate anomale dagli stessi pescatori. Onde alte e lunghe oliate senza un'increspatura.

"Non posso,non posso....". Lo lasciai indispettito che scuoteva il corpo continuando a ripetere. "Non so che dire, non so che dire... mi fai domande su domande e non so che dire".

Poi, come risucchiato nel vortice dei suoi pensieri inconcludenti e senza fine, ricominciò con calma, senza fretta, a bere.

E l'ostessa era là, dietro il bancone: e dardeggiava sguardi, a tratti, nella nostra direzione, io la chiamai. "Sei tu", le dissi indicandole con lieve cenno della testa l'uomo che fissava con sofferta immobilità il suo bicchiere , "della sua malattia la cagione!"

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domenica, 27 settembre 2009

La storia di Santino (/4 segreti terribili)

..."In pochi momenti dovrò dirti cose terribili e tenute segrete per decenni", inizia Santino. Il suo sguardo non resta per più di un secondo sul mio.

La ghiaia della spiaggetta del Govi è presa a titubanti e svogliate pedate da ambedue.

"Arcaico - " ed ancora una volta, come volesse interrompere un ricordo insostenibile, si tace.

Il mare sbuffa monotono. Il rollìo dei ciotoli sul bagnasciuga lenisce ad entrambi la sofferenza dell'attesa.

Dal mare emerge l'Ostessa........
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domenica, 27 settembre 2009

La storia di Santino (3/ Lo scoglio del suicida)

Noi della Triade dell'ArGiSa ne sappiamo qualcosa!

Ieri ad esempio seduto sullo scoglio del "Suicida" nella stessa postura del Pensatore di Rodin, il terzo coodirettore della Fabbrica delle Finestre di Portosangiorgio andava elucubrando ad alta voce.

"Ah Ostessa come greve ora pronunciare il nome tuo, chè prima era sì lieve".

Al che io, che ero lui accostato, presolo sottobraccio lo menai per gran tragitto dove l'acqua ancor non batte il sasso.........
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domenica, 27 settembre 2009

La storia di Santino ( /2 Pensiero fanciullo: idea d'Ostessa)

Alle volte ad Arcaico accade di cavalcare un pensiero e di volare via così, su di un pensiero alato.

"Santino è seduto sull'arenile e mira incredulo sgusciare dal suo pugno chiuso, intrattenibile, la stretta sabbia".

E' un pensiero fanciullo che lo porta per prati verdi e mari giovani.
Un pensiero vivo e vibrante sotto l'arcione del suo desiderio. Seduto accanto a lui vede inceder tra salini e flutti, idea d'Ostessa....

E' un pensiero inevitabile, proprio all' esatto modo in cui l'onda ghermirà sempre se stessa......
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giovedì, 24 settembre 2009

La storia di Santino ( /1 Il giorno fanciullo)

Se è vero che la memoria è il filo conduttore della vita; se è vero che il pianto è  il ritorno a capo ogni volta che imbocchiamo un vicolo cieco....

Allora in silenzio Santino cammina accanto a me come fosse solo, su strade indorate.  Non ho i mezzi per arrivare a lui al suo dolore.

Il giorno è  fanciullo, il sole taglia obliquo fette di tutto; stabilimenti, scogli, profumi;

alimentano dentro di me amore e rabbia: ma il mare, ora inasprito, con la sua bellezza accende e fa divampare in me un terzo sentimento: l'Odio!

Ostessa!!, abdicherai la tua superbia....
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giovedì, 17 settembre 2009

Alda Merini & Silvio Berlusconi

 

"I Nostri grandi amori... oggi non esistono più", disse Alda Merini, poetessa. Si è persa la favola ribattè, poi aggiunse: "telefonini, computer, messaggini, mi si trovi uno che scrive ancora lettere alla propria fidanzata, se ne si è capaci. Gli italiani sono sempre più stolidi, malati di padreternismo, egoisti e primitivi".

E infine disse: "mi era rimasto Berlusconi, l'unico che mi facesse ridere, in un paese che non ride più, con la sua caduta di Berlusconi, è morto l'ultimo pagliaccio d'Italia: aveva una stupidità che incanta..."

Descrizione coeva, solida, per niente approssimativa, ma non dimentichiamoci dei suoi ricoveri in ospedali psichiatrici; però vorrei dire che io non ho mai smesso di ridere ogni giorno della mia vita, prima dopo e durante Berlusconi...

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domenica, 13 settembre 2009

Il reduce, l'albero e il sogno

Stamani conversando con un ancora assonnato Lupini: "Metti il caso che un reduce dopo la guerra torni alla sua casa. Secondo te ritorna alle proprie radici?"     "Mah... penso di sì, maestro..."  


"Ne sei proprio sicuro? Allora facciamo un altro esempio. Se io dissotterro un albero con tutte le radici   e poi lo reinterro... che succede?
"Se è grande muore" risponde il portinaio con un grande sbadiglio.

"Vedi che hai afferrato il concetto. Come succede al sogno, solo in una occasione specialissima il reduce, o l'albero, o il sogno potranno reinserirsi nel loro terreno natìo"
"Ah, ora ho capito..." dice  Lupini con sguardo sospeso nel vuoto...

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mercoledì, 02 settembre 2009

Emil Cioran 2

A nulla serve rimpiangere il riposo nell'indistizione, il sogno neutro dell'esistenza senza qualità.

"Ci siamo voluti soggetti, e ogni soggetto è rottura con la quiete dell'Unità". Conosce queste parole, Autorevole? Cioran è il mio vangelo spirituale. Non c'è umiliazione più grande per l'uomo che la messa in ridicolo del suo io. Parlammo di Cioran e della vertigine intellettuale che procura ogni lettura di un suo scritto, si ricorda Autorevole?

Ho rammentato Cioran, e adesso mi tornano a mente i suoi insegnamenti. "Non c'è ricerca senza dolore, nè movimento senza assenza di quiete".

Su questa frase potremmo sbizzarrirci in un guazzabuglio di ipotesi.

Cioran era un sofferente, non fisico ma spirituale.

"Il dolore di esistere è tortura comunicata attraverso le parole" questa è una sua frase che rispecchia un suo convincimento....

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categoria: vita, letteratura, medicina


giovedì, 06 agosto 2009

Eugenio Montale & Rapallo

Amo il mare, se non esistesse. Ed amo anche la montagna, in mancanza di meglio. Chi ama il mare e la montagna non può non amare la Liguria, e Montale. Conosco tutta la poesia di Montale e l'entroterra ligure a memoria.

Ma più di tutto della Liguria amo Rapallo. Io a Rapallo ci starei pure dipinto, in effigie.

Autorevole è mai stato a Rapallo lei?

Gli uccelli trasmettono l'armonia del ciclo che si compie negli spazi fra il giorno e la notte, ma solo quando il suono è silenzio, ad esempio quando la musica arresta i suoi pensieri e distende l'anima su di
un prato di note.

Autorevole amico mio, non ritiene lei che in un mondo sempre più frastornato ed ebbro di caos e stridore questi momenti siano occasioni perdute e ritrovate?

Voglio dire, la montagna ed il mare, gradiscono "il suono" dell'uomo quando questo non è invasivo e superbo.. quindi la vacanza ci vuole ma sulla spiaggia l'uomo si sente a disagio perchè c'è tutto tranne ciò che vorrebbe?

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martedì, 26 maggio 2009

Osamu Dezaki & Gary Wolf

Ieri sera da Lunardi e insieme a Lupini abbiamo visto il film rumeno "4 mesi, 3 settimane e 2 giorni" che tratta degli ultimi anni del comunismo in Romania.

Invece Lastrucci non è venuto. Lastrucci che non guarda un film sono secoli, la sua attenzione non è attratta dalla gravitazione dei mondi paralleli e i satelliti a quelli attinenti. Secondo me chi non è attratto è chiaro che è in conflitto col suo "io". Ma di Lastrucci e della sua nefasta influenza doppiogiochista nel condominio non ne parlerò, perchè la gelosia alberga solo nell'animo degli stupidi.

Bellissimo poi l'ultimo film del discepolo zen di Kurosawa: "Il rumore dell'erba che cresce" . Sa far parlare le cose dell'interiorità.

Dei miei registi giapponesi che amo di più, forse ci si aspetta che uno dica Kurosawa, ma per me non è così, anche se mi piace molto, ma non è in cima alla lista dei miei preferiti. C'è invece Osamu Dezaki un regista validissimo perchè molto interiore, interiorizza ogni scena dei suoi film. Oltre a lui ne è capace Toshiya Fujita ed Enson Sakuraki. Gli orientali, anche nell'elaborazione dei loro film, hanno un'altra sensibilità, un'altra concezione e visuale della vita...

Siamo molto fortunati ad avere come coinquilino nel nostro condominio Lunardi, cinefilo di rango che conserva ben catalogati più di ottomila film su nastro. Spesso con Lupini il portinaio andiamo a trovarlo e Lunardi allieta le nostre serate proiettando un capolavoro nel suo studiolo appositamente adibito.

Ma i film che ci ha spalancato le porte sul mondo al nostro parallelo è stato un cartone animato  divertentissimo: "Chi ha incastrato Roger Rabbit?" Lo sapeva lei Autorevole che il film si ispira a un personaggio reale? Non un coniglio, ma un uomo in carne ed ossa realmente esistito...

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categoria: cinema, vita, sociologia, psicologia, arte, condominio, rivalitĂ , veritĂ  nuda


venerdì, 17 ottobre 2008

Continuum spazio-temporale

Lo dicono tutti gli psichiatri pure senza tema di essere smentiti: ogni lasciata è persa. Ora, si sa che gli psichiatri hanno fama di essere strani, ma è fin troppo facile tirare le freccette contro chi non si può difendere.

Adesso che il blog è esposto al pubblico lubridio e riceviamo molti commenti, se per gli eschimesi l'ospite è sacro, per me lo è il doppio. Propugno l'esistenza di un mondo parallelo. In me nasce la convinzione dell'esistenza di un Mondo al nostro parallelo a causa dei miei sogni giovanili. Anche adesso, ma quando ero più giovane di più, intraprendevo ed intraprendo fantastici viaggi in luoghi lontani permeati di forti emozioni e riesco a far trasmigrare l'immaginario nel reale, perspicace come una libellula che sa quando l'acqua potrebbe bagnarle il pelo dell'addome. Lo so lo so: i sogni sovrapposti, anche scaturissero dallo stesso desiderio, fossero il moto di uno stesso animo, non combaciano mai. Io però mi concedo il lusso di una speranza.

Per chi è sinceramente fosse interessato al Parallelmondismo consiglio  di stare attenti a non confondere il termine "continuum spazio-temporale".....

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martedì, 30 settembre 2008

Aldo Braibanti, Giordano Morganti & Kafka

 Giordano Morganti, è notorio, è uomo sprovvisto del benchè minimo senso dell'umorismo e moto interiore, mentre Braibanti, mi pare di capire che  ne possedesse un bel pò.   Morganti non a caso viene spesso soprannominato "castorino"  per quanto rode.

Spiritoso e ironico, Braibanti univa l'autoironia ad una certa dimestichezza autoanalitica che è propria delle persone che della propria vita e di come va il mondo ne sanno più che a sufficienza.

Leggo moltissimo anche autori contemporanei, e anche due libri contemporaneamente  (la fantasia non mi difetta).

Un autore che mi mette sempre sgomento, ma che allo stesso tempo mi attrae fortemente è Kafka.

Kafka mi piace molto, ma a distanza. Qualcuno dice che non è molto comprensibile,  invece io penso il contrario, che sia fin "troppo" comprensibile, voglio dire, che mette sgomento proprio perchè  è comprensibilissimo, altrimenti potrebbe scomparire nel dimenticatoio alla stregua di un Morganti, o che ne so io, di un Braibanti.

Ad esempio le poesia di Braibanti sono belle, ma mai abbastanza "evidenziate" per il motivo che  ho detto prima...

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domenica, 13 luglio 2008

Il Sentiero alla Taverna dell'Ostessa

Il sentiero che conduce alla Taverna dell'Ostessa, diviene ogni giorno meno arduo percorrerlo. Pare che dopo ogni scarpinata, divenga meno impervio.

Le nostre gambe hanno acquistato vigoria, ed il fiatone ormai arriva, se arriva, alla vista della rincuorante costruzione in legno e pietra dal tetto spioventissimo.

"Tanto ho da dire, tanto ho da fare, che il  mare e' ormai lontano...." - pensa Santino. Siamo in Taverna, e qui comanda l'Ostessa.

Osservo Santino mio carissimo amico, ex stracivendolo che culturalmente potrebbe competere con Geppino.

Non e' facile per lui vivere a PortoSanGiorgio. Questo e' come fosse un paesone, dove tutti sanno tutto di tutti; la fabbrica dell'ArGisa', quella che produce le famosissime Finestre Sangiorgesi, non va piu tanto bene, e Santino si vuole dare la morte (l'Ostessa lo ha portato a questa estrema scelta)........

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mercoledì, 14 maggio 2008

Adulazione (Inusitatis esemplius)

Che strana atmosfera impregna Gallarate oggi.....Delle volte si hanno sulla punta della lingua e in bella mente cose diverse da dire... Cioè "Inusitatis esemplius", che varrebbe come "A cruce salus", vale a dire dalla Croce alla Parola sta la salvezza dell'anima....

Cos'è successo? No, niente...non è successo niente. E' proprio questo lo strano...Come quando sei in piena jungla e all'improvviso ogni rumore , ogni fruscìo, ogni cinguettìo si placa all'istante.

La cosa più strana è che non mi riesce più pescare  molto bene. Tu ridi ma ci sarebbe da piangere.

E dire che uso le esche più prelibate affinchè abbocchi una sola specie di pesce nella mia "pania". Il tipo di esca che uso per accalappiare il mio "pesce" è, per la maggior parte delle volte, l'adulazione. Con questa esca quel povero pesce abbocca sempre.

Il pesce che intendi tu è un essere umano? Mah....se lo vuoi chiamare così, fai pure, ma dimostri di essere nei suoi riguardi , generosissimo.....
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sabato, 23 febbraio 2008

Les Petites Madeleines

Solo una cosa non mi è chiara, ed è questa: primo (.....); secondo (.......); terzo quesito: come mai Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati giustappunto Madeleneis?

Autorevole, potrei continuare i quesiti fino a stasera, ma mi fermo qui. Ma a quale scopo? Semplice! Un attimo, semplice da capire lo è per colui che ha ben chiaro il decorso "storico-culturale" di quel preciso momento. "Storico" per l'appunto...E parliamo della Francia belluina e guerrafondaia.

Si legga bene questo passaggio della Recherce: "Ed ecco macchinalmente oppresso dalla giornata grigia e dalla pervisione d'un triste domani...."

Proprio in quel momento il piccolo Proust porta alle labbra un cucchiaino di tè, ma (ed è questo un grosso ma) nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il suo palato, nel momento stesso, trasalì, e tutta la sua attenzione fu rivolta a quanto avveniva in lui di così straordinario, talmente straordinario che congiunse gli attimi, distanti uno dall'altro diverse vite, sinchè ricreò quella calamità e quella brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce Amore, colmandolo di un'assenza preziosa, meravigliosa e unica che ha il nome di "Ricordo".

Leggendo questo pezzo meraviglioso di Proust, mi viene in mente quando mangiai un piatto preparatomi da mia nonna. Me lo faceva sempre da piccolino, e mai mi sarei immaginato quanto mi sarebbe mancato quell'aroma!)

Mia nonna mi adorava e io adoravo lei... Mai nipote amò sì tanto propria avola.

E' il destino del Duale, prima ancora d'essere etereo fanciullo, quello di essere doppio. Ma anche chi duale non è potrebbe con enorme sforzo, volendo, raggiungere medie "altezze " spirituali...

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mercoledì, 14 novembre 2007

Occhorò & "Sangue di Eunuco"

Parlavo in Tibet con il monaco Gherebasi a proposito della prostata e dei rimedi per rivitalizzarla. Non tanto o solo aglio e cipolla servono (due toccasana, ndr).

I cinesi che abitano la zona confinante con la Birmania usano strofinarsi freneticamente l'organo in questione sinchè questo non perda del tutto la sensibilità al tatto: Dopodichè la copula diviene una "sei giorni".

In Uganda, i fuoriusciti Kenioti che sopravvivono nel ghetto allestito per loro a ridosso del Semuliki National Park, hanno scoperto che l'Occhorò, un tubero che ingeriscono per preservarsi dall'Ebola e da altre malattie invalidanti tipo l'Aids, stimola la libido al pari del Viagra (infatti contiene lo stesso principio attivo del farmaco: Il tadalafil).

Per non parlare del "Sangue di Eunuco", una bevanda composta con un miscuglio di organi "molli": cervello, interiora ecc., prelevati dalle scimmie appartenenti alla famiglia delle Cercopithecoidea (nel caso specifico parliamo del Babbuino verde) che gli etiopi ingeriscono per non correre il rischio di essere defraudati del "titolo" di marito dalle proprie mogli, la prima notte di nozze...........
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giovedì, 18 ottobre 2007

Memoria Duale


Ora che di soldi ne ho abbastanza per vivere ed anche per togliermi qualche soddisfazione che lusinghi il mio ego, ora so che i soldi non rappresentano nemmeno la centesima parte... Ma nemmeno la millesima parte di ciò che rende l'uomo fiero di se stesso.


Perchè ho scacciato da me stesso quello che è stato il mio primo valore per tanto tempo ed ho riempito lo spazio che esso occupava (ed era tanto, sapete!) con altri valori, questi sì necessari; che quando ce n'è bisogno leniscono in me il senso di smarrimento e di solitudine.
I valori che rendono l'uomo fiero di se stesso sono altri. Questo ho capito non da molto tempo.

Ho capito che la cosa più importante per un essere umano è avere dentro di sè la risposta che possa esaudire la  domanda che ognuno di noi prima o poi nel corso della sua esistenza rivolge all'improvviso , a se stesso.


Ora io posso domandarmi all''improvviso, quando ne ho l'urgenza: "Chi sono io? Che ci faccio in questa vita?" e subito la risposta
ce l'ho bella pronta dentro di me.

Accade spesso a noi uto-mondisti, poichè la memoria è l'unico appiglio che ci tiene legati all'uno e all'altro mondo.

A quelli però tra di noi, come me, che indugiano molto a compiere il passaggio serale da "qui" a "lì", dall'ager all'uto; a coloro che non fanno tuttora mistero di essere più di qua che di là, e non solo fisicamente, accade spesso, dicevo, di sostare indecisi, dubbiosi, davanti a questo dilemma:

Il "ricordo", in sostanza, è qualcosa che abbiamo o qualcosa che abbiamo perso?

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sabato, 13 ottobre 2007

Lao Tse

Leggo un post di un blogger che tra le altre considerazioni di ordine filosofico, scrive: "Perchè non c'è niente di peggio d'essere quello che non si vorrebbe essere......".

A parer mio - e lo dico con Immanuel Kant - vi è qualcosa di peggio dell'essere quello che non vorremmo essere: "Essere ciò che siamo, ed aver combattuto per esserlo, non conclude nè il desiderio nè l'aspirazione che ci ha tenuto in vita sino al loro esaudimento".

Credo che la vera realizzazione di un individuo si manifesti solo nell'essere non realizzato. "Finche si lotta per ottenere; finchè la mèta è ancora da raggiungere, si vive. Poi lentamente si muore." (Lao Tse)

Poichè nessun umano - tolto chi è investito della Dualità, cioè l'Uto - potrà mai disporre e gioire dell'asietà di un Dio, che il blogger giustamente considera come non esistenza, è giocoforza necessario dipendere sempre e in larga misura dal nostro prossimo; così come il nostro prossimo dipenderà sempre, per quel che ci tocca, da noi............
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giovedì, 11 ottobre 2007

Joseph Gilles Henri Villeneuve


Se mi soffermo un attimo, chiudo gli occhi, sgombro la mente da ogni pensiero la abiti...

Ebbene subito, ma subito subito, neanche il tempo di fare una pulizia sommaria dei rimasugli di idee abortite o inevase;
ebbene subito, nemmeno il tempo di mettere sui piatti della bilancia i prò ed i contro della vita;
ebbene subito, senza dar tempo al tempo di procrearsi;
ebbene una sola immagine, nitida, “viva”, accede inarrestabile:  quella di Villeneuve a Zolder, Belgio, 1982, anno della Civetta.........
postato da Orqcie alle ore ottobre 11, 2007 14:18 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: pensieri, visioni, vita, sport, memoria


mercoledì, 10 ottobre 2007

Ego & Parte speculare dell'Uto

A volte a me capita  di cercare per mare e per terra qualcosa che ho sopra il naso, proprio come gli occhiali.

Il Maestro  asserisce che ciò (il non trovare gli oggetti che hai in pratica sotto gli occhi, come i miei occhiali o il tuo cavetto) dipende dall'approssimarsi nella nostra mente dell'idea Utualistica.

A me pare un discorso contraddittorio, poichè il Dualismo (in effetti la qualità degli appartenenti al mondo Uto) è composto da una parte reale e da una parte a quella speculare; quindi è come ti guardassi allo specchio: Se hai gli occhiali sul naso te ne avvedi subito e non c'è alcun bisogno di mettersi a cercarli in ogni dove.

Non vi è nessuna intima consapevolezza - che non sia quella di voler apparire a tutti costi - che provenga da devozione religiosa, intesa come venerazione di un Dio qualsiasi, che non sia appunto quello esigentissimo dell'Ego.......
postato da Orqcie alle ore ottobre 10, 2007 19:29 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: vita, psicologia, mente, doppio, dualismo, alieno


lunedì, 01 ottobre 2007

Uto-A-Stica

“Maestro...” – stiamo camminando il lungomare sangiorgese ed improvvisa sento la voce di Lupini.    “Maestro, che senso dai tu alla vita?”

Accelero il passo per far sì che l’ex straccivendolo dimentichi di ricevere da me una risposta.


Ma lui non demorde. Mi sta alle calcagna.
Allora rallento e la mia mente si raggomitola intorno alla sua domanda; la sugge, la spolpa ma non ne ha nutrimento.
Non so che dire.   Lui intuisce ciò ed è contento.

Lui che è sempre così curioso, e amico mio carissimo, mi chiederà un giorno o l'altro:  "Mi perdoni Maestro, ho un rovello... Cos'è l'Uto-A-Stica?"

Ebbene caro portinaio e trascrittore che come chioccia accudisce e preserva sotto la sua calda ala tutte le mie "emissioni" affinchè non soccombano nell'ignoranza e nell'indifferenza, quando questa domanda le sgorgherà d'imperio dalle labbra le risponderò sicuramente con questo acronimo: V.P.D.M................

postato da Orqcie alle ore ottobre 01, 2007 23:30 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: amore, vita, amicizia, filosofia, comunicazione, cosmologia, condominio


mercoledì, 19 settembre 2007

Guy Hamilton

"Il pianto fin dalla nascita è liberatorio, nell'uomo; poi, sul finire della vita dà voce alla malinconia, alla solitudine, alla tristezza" (Henri Goldfinger)

Proprio per questo aforisma del fisico parallelmondista Goldfinger, Guy Hamilton scelse di inserirne il cognome nel titolo del suo film "Agente 007 - Missione Goldfinger"...................

postato da Orqcie alle ore settembre 19, 2007 20:25 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: cinema, vita, arte, fisica, cosmologia, certezze


martedì, 18 settembre 2007

Berenice

Berenice, la bella ragazza africana che hanno assunto al supermercato per pulire pesare e catalogare le verdure, racconta: "Quando eravamo piccoli mio padre curava amorevolmente tutti noi, ed eravamo ben dieci fratelli".
 

E racconta episodi molto commoventi accaduti al suo paese, un piccolo villaggio dell'Africa Equatoriale.
 

Molti clienti si incantano ad ascoltarla.

Berenice dice: "Alle volte ho pensieri sublimi, che mi innalzano al di sopra delle miserie umane; che mi portano ad amare la vita, a rimpiangerla se venisse compromessa da una malattia o dalla morte".


Gosto, che è il suo collega nel reparto frutta,  visceralmente di lei innamorato, Berenice-dipendente fin nella cadenza del respiro, la guarda e grosse stille che paion di rugiada cadono ad inturgidire ammiccanti rossori arancini
...........
postato da Orqcie alle ore settembre 18, 2007 09:57 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: amore, vita, amicizia, emozioni, sessualitĂ , emotivitĂ 


lunedì, 17 settembre 2007

Cesare Beccaria, Tristano Giovatta & Nkafu Nkemnkia

"Ogni dettato, legge, che provenga da un'Autorità legalmente-pubblicamente od intimamente-personalmente costituita, sia essa appunto terrena o divina, sono suscettibili di essere letti e quindi applicati dal diritto o dal rovescio, secondo il giudizio di chi è demandato ad osservarli e farli rispettare." (Cesare Beccaria nel suo "Dei delitti e delle pene")

Mi si obietterà che nessun dettato divino può essere impositivo.
E infatti quello di cui stiamo parlando non lo è; e non lo deve essere. Sta alla coscienza di ognuno di noi osservarlo o meno.

"Se la risposta ad un comandamento 'divino' crea in noi stessi alcunchè di disagio morale o spirituale, e fomenti col suo imperio il minimo dubbio, è bene sedersi sulla battigia di un qualsiasi mare ed ivi restarvi, finchè orecchio non sappia ascoltare" (Tristano Giovatta, primo capoverso del secondo capitolo del suo "Rilettura e riconsiderazione dei testi ritenuti apocrifi dell'antico Testamento").


So bene che la mia considerazione è infarcita dell'intelligente ironia del pensatore libero dei legacci di qualsiasi tipo, sieno essi acquisiti con l'esperienza od avuti in eredità; però...

Però "l'ironia è la porta di sicurezza di colui che preferisce ancora una volta evitare il 'a tu per tu' con la propria coscienza".
Quest'ultimo pensiero appartiene al più interessante filosofo parallelmondista africano, Martin Nkafu Nkemnkia, ed è espresso nel saggio di Lidia Processi "Prospettive di filosofia africana".
............

postato da Orqcie alle ore settembre 17, 2007 14:54 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: vita, psicologia, dubbi


venerdì, 14 settembre 2007

Charles Bukowski


"Ospedali, galere e puttane: sono queste le università della vita. Io ho preso parecchie lauree, chiamatemi dottore."

Un vero uomo, un uomo come non ce ne sono stati e non ce n’è molti; un uomo che ha pagato di persona e sempre a caro prezzo ogni minimo sprazzo di luce abbia illuminato il suo cammino: Charles Bukowski.

Questa la premessa, ora il punto: sa lei  Autorevole che il nostro "Hank" promosse con un suo scritto la ricerca di un’altra "dimensione", un mondo al nostro parallelo?

postato da Orqcie alle ore settembre 14, 2007 00:04 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: vita, letteratura, disillusione


mercoledì, 12 settembre 2007

Daniel Odier


Il tantrismo può essere disciplina, corrente religiosa o rito, a seconda delle latitudini in cui dipana se stesso "il fine ultimo del tantra è quello di ampliare la coscienza e perciò la conoscenza di noi stessi" (Daniel Odier, Tantra Yoga, "Guida alla pratica del tantra e della conoscenza suprema")

quello che dice Odier indica una prevalente che
coloro che si avvicinano al tantrismo, se per esempio abitano la terra d'Africa, ricercano in esso (inteso come i Libri che raccolgono i 64 tantra) più un'aiuto pratico a migliorare le loro attitudini od abitudini a svolgere pratiche di magia od occultismo in generale,

piuttosto che essere attratti dalla conoscenza esoterica delle leggi della natura e quindi da un'esigenza interiore..........
postato da Orqcie alle ore settembre 12, 2007 07:33 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: vita, psicologia, religione, medicina, sessualitĂ 


mercoledì, 12 settembre 2007

Lupini e il conflitto arabo-israeliano

Lupini stamani: "Maestro se penso a tutto ciò che ha passato il popolo ebraico, sto con Israele; se vedo le immagini che raffigurano giovani arabi che tirano sassi contro i carri armati israeliani, sto con i palestinesi. Lei che ne pensa?"

"Chi prende posizione per l'uno o per l'altro contendente è sempre mosso da pregiudizio ed erra", rispondo io.


Gli chiedo: "Lupini il dissidio duale non potrà mai essere risolto?"

"Non so che dire,non so che dire...mi fai domande su domande e non so che dire", il portinaio viene risucchiato nel vortice senza fondo dei suoi pensieri inconcludenti che lo indispettiscono, scuotendogli il corpo.

Poi lo coglie un'intuizione; mi guarda... e sorride "Maestro!"...........
postato da Orqcie alle ore settembre 12, 2007 07:00 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: politica, vita, storia, amicizia, intuizione, rivalitĂ 


Il trascrittore parla: ne ha avuto facoltĂ 

Utente: Orqcie
Sono il Maestro di vita Santinelli Francesco e vi parlo, come molti di voi sanno, da Portosangiorgio. In questa amena cittadina marchigiana vivono pure Santino e l’ostessa. Io, Santino e l’ostessa: un triangolo isoscele. Santino è innamorato dell’ostessa, e l’ostessa lo sa. Santino non sa – ma io lo so – che l’ostessa lo sa.

Partecipano come "penne attive" in questo blog e vi contribuiscono: Felice Gambrotti detto "Er Bellosette", IoSonoArcaico, il Dottor Alfiepa, Pedina Autorevole, Appezzamentoditerreno e DaUbiConsistam.

Mi dispiace dare una delusione a tutti gli altri che ne hanno fatto richiesta, tra i quali spicca per rinomanza e rango il cattedratico dottor Lino Adamo Res, alias Mores "Stada la Haba" Dalle Brocche Negli Anfiepa, detto "il Moresco".

Valga di consolazione per tutti costoro il detto: "Cur nimium adpetimus? Nemini nimium bene est".

(Questi, per sommi capi, i punti di riferimento dai quali è bene non discostarsi mai se non vogliamo perderci per meandri attorcigliati su se stessi come radici di mangrovia....)

Grazie e buona lettura *______*


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I post di questo blog sono scritti con inchiostro simpatico.
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